Ho conosciuto Vincenzo Chiazza nelle parole di un comune amico, Franco Senzasono, che purtroppo ora non vive più. Franco mi aveva mostrato con entusiasmo, con tenerezza (come trattarsi di una sua creatura) le sculture di Vincenzo perché credeva nell'amico, nel suo valore, e nell'amore che li univa per un mestiere, quello dell'arte, che è antico come il mondo. E penso che la fiducia fosse ben riposta, difatti nella sua ricerca, sia nei lavori più figurativi, come ritratti e nudi, e, poi in quelli che risentono delle esperienze più moderne l'impegno è sempre costante, e non viene mai meno alla sua finalità.
La vitalità con cui affronta le esperienze sono una sicura dote di cui Chiazza non si accontenterà mai, e vorrà sempre conseguire nuovi traguardi. E penso che ricordando ancora la stima che Franco aveva per l'amico, conoscendo e ricordando le sue doti umane, la sua coscienza di pensiero, non si può che augurargli un futuro che corrisponda alla fiducia riposta.
Floriano Bodini